Più di trenta tipi di psicofarmaci e nessun risultato!

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A volte si pensa di non aver più nulla da perdere, nè più motivi di esistere.
E' facile pensarlo se non si ha qualcuno con cui confrontarsi. La vita è piena di insidie, ed è facile perdersi. Ma spesso basta una mano per rimettersi in piedi.
Ma questo è anche un forum sulla Morte, il più grande tabù nella storia dell'essere umano, la paura più grande.
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Massimiliano89
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Più di trenta tipi di psicofarmaci e nessun risultato!

#1 Messaggio da Massimiliano89 »

Sono in cura psichiatrica da quindici anni. Avrò interpellato una decina di specialisti, che negli anni hanno tentato innumerevoli combinazioni di farmaci, ma con nessun risultato.
Loro insistono dicendomi: " Pensa a come staresti se non assumessi nessun farmaco ", ma sto mantra mi ha stancato!
Non riesco a leggere un libro, a vedere un film, a distrarmi. Cerco sempre un motivo per essere ossessionato da qualcosa che di negativo potrebbe accadere. Non posso fare a meno di pensarci.
L'unica cosa che riesco a fare è ascoltare musica rilassante e immaginare alcuni paesaggi che ho visitato all'estero.
C'è un'altra cosa che mi fa sentire in colpa: spesso non riesco a seguire le discussioni sul forum. Vorrei aiutare anche gli altri, ma arrivato a leggere la terza riga del topic perdo la concentrazione. Lo so, è pazzesco.
Il tempo non passa mai, e ho dolori alla testa a causa del mio cervello che è paragonabile ad una centrifuga.
Non ho mai pensato al suicidio, ma internamente sono morto.
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Re: Più di trenta tipi di psicofarmaci e nessun risultato!

#2 Messaggio da ClaudiaK »

Ciao Massimiliano,
se posso chiederti : ma c'è una diagnosi ?
Alcune manifestazioni che descrivi (come la deconcentrazione) potrebbero anche derivare dai farmaci. E se sono oltre quindici anni che ne assumi, probabilmente neanche tu ricordi come eri senza psicofarmaci.
Intendiamoci : io sono favorevolissima agli psicofarmaci, però...quelli giusti e nelle giuste dosi!

Non potrebbe essere utile trovare un nuovo psichiatra , che sia di ASSOLUTA affidabilità, e ricominciare tutto da zero, cominciando a dismettere i farmaci attuali nella gradualità che ti potrà consigliare solo lui?

Oltretutto mi pare che tu sia giovanissimo, e quindi parlare di aver iniziato quindici anni fa significa dire che hai iniziato in piena adolescenza, in cui una personalità va formandosi e può passare momenti "strani" che poi passano anche da soli.

Tanto per portarti un esempio vissuto davvero: a 15 anni mio figlio aveva chiari segni di DOC a sfondo religioso (pur non essendo un frequentatore di messe-parrocchie-catechismi) e lo portai da uno psichiatra amico di famiglia. Gli prescrisse Zoloft a dosi minimali e giuro che si realizzarono TUTTE le controindicazioni dello Zoloft, tranne l'istinto suicidiario). Molto più spavetanta dallo Zoloft che dal DOC...glielo feci dismettere io dopo due soli mesi, e il DOC è sparito da sè in pochi mesi successivi.
:hug:
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Navigator63
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Re: Più di trenta tipi di psicofarmaci e nessun risultato!

#3 Messaggio da Navigator63 »

Massimiliano89 ha scritto: 04/09/2026, 17:09Sono in cura psichiatrica da quindici anni. Avrò interpellato una decina di specialisti, che negli anni hanno tentato innumerevoli combinazioni di farmaci, ma con nessun risultato.
Ciao Max, ti dico la mia (che non ho qualifiche professionali ma di problemi psicologici ne mastico da 45 anni).

IMHO i farmaci possono risolvere problematiche lievi o momentanee; e possono fungere da "sostegno" nei casi più gravi (p.es. arginare i pensieri suicidari, o aiutare ad uscire dal letto e fare qualcosa).
Ma nei casi gravi, appunto (ed il tuo chiaramente non è una cosa lieve), NON possono risolvere il problema. Perché se ci sono gravi danni alla psiche, e magari anche alterazioni di certi schemi neurali, il farmaco ci "mette una pezza" (che a volte è preziosa) ma ovviamente non ti ripristina una psiche sana ed equilibrata.
Perché è solo una molecola, mica una pozione magica. :dunno:

O, per dirla in parole più poetiche, se la tua è una "malattia dell'anima" (cioè un profondo dolore e strazio a livello esistenziale e di identità fragile o lacerata)... nessuna molecola potrà mai riparare quel tipo di danno. Più che "metterci una pezza" non potrà fare.
So che alcuni - e gli psichiatri in particolare - hanno una visione diversa e vogliono credere che il "giusto farmaco" avrà risultati significativi... ma secondo me si illudono.
Un po' come una madre che spera che, se recita la "preghiera giusta", il figlio guarirà da un tumore. E' wishful thinking.

Per cui il tuo "nessun risultato" non mi stupisce. Da quel che ho capito di te, il tuo caso non è certo fra quelli che possono essere risolti in modo farmacologico.
Semmai, un farmaco adatto può aiutarti a "non perdere la strada" mentre segui un percorso di psicoterapia profonda, che necessariamente sarebbe lungo e arduo. Ma a quanto ho capito questa via non ti interessa.
Non riesco a leggere un libro, a vedere un film, a distrarmi. Cerco sempre un motivo per essere ossessionato da qualcosa che di negativo potrebbe accadere.
Sto proprio trovando sintomatologie come la tua in un libro che sto leggendo. Se hai davvero voglia di capire meglio cosa ti attanaglia, te lo consiglio (ovviamente una lettura non ti guarirà, ma potrebbe aiutarti a trovare delle spiegazioni e magari dei metodi).
Si chiama "The body keeps the score" (italiano: "Il corpo accusa il colpo"), del dr. Van der Kolk.

Di solito, questi casi sono originati da traumi emotivi, che bloccano il sistema nervoso in uno stato di allarme costante (e di conseguente malessere).
Per cui si ha la tendenza a vedere pericoli ovunque, o a prepararsi al peggio, Oppure si ricercano impulsivamente attività che distraggano dal continuo malessere, o si cade in comportamenti ossessivi. Tutto questo proprio perché il sistema nervoso funziona in modo alterato.
Ed una molecola non può "ripristinare" il sistema nervoso alle sue condizioni originarie; sarebbe come chidere all'olio lubrificante di riparare una biella spezzata.
C'è un'altra cosa che mi fa sentire in colpa: spesso non riesco a seguire le discussioni sul forum. Vorrei aiutare anche gli altri, ma arrivato a leggere la terza riga del topic perdo la concentrazione.
Anche questo è spiegabile con quanto detto sopra. A causa del costante stato di allarme, il 90% dell'attività cerebrale è deviato in questo senso, il che lascia ben poche capacità di attenzione e concentrazione disponibili.
E' come volersi concentrare mentre ti suona la sirena di un allarme incendio nell'orecchio... :dunno:
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RyanTheNorthman
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Re: Più di trenta tipi di psicofarmaci e nessun risultato!

#4 Messaggio da RyanTheNorthman »

Navigator63 ha scritto: 07/09/2026, 7:16 O, per dirla in parole più poetiche, se la tua è una "malattia dell'anima" (cioè un profondo dolore e strazio a livello esistenziale e di identità fragile o lacerata)... nessuna molecola potrà mai riparare quel tipo di danno. Più che "metterci una pezza" non potrà fare.
So che alcuni - e gli psichiatri in particolare - hanno una visione diversa e vogliono credere che il "giusto farmaco" avrà risultati significativi... ma secondo me si illudono.
Un po' come una madre che spera che, se recita la "preghiera giusta", il figlio guarirà da un tumore. E' wishful thinking.
Sono totalmente d'accordo. Questo è uno dei tanti motivi per i quali, io personalmente, ho chiuso con i farmaci e non mi faccio seguire regolarmente da psichiatri.
Perciò, come te, credo che Romoletto debba provare a fare un percorso psicologico (anche se, a dirla tutta, nei casi di problemi molto pesanti e complessi a livello esistenziale e identitario, nemmeno la psicoterapia può aiutare più di tanto).
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Re: Più di trenta tipi di psicofarmaci e nessun risultato!

#5 Messaggio da ClaudiaK »

RyanTheNorthman ha scritto: 12/09/2026, 21:51 io personalmente, ho chiuso con i farmaci e non mi faccio seguire regolarmente da psichiatri.
.................credo che Romoletto debba provare a fare un percorso psicologico (anche se, a dirla tutta, nei casi di problemi molto pesanti e complessi a livello esistenziale e identitario, nemmeno la psicoterapia può aiutare più di tanto).
Scusa Ryan, ma in tema di psicoterapia non esiste alcuna contrapposizione tra Psichiatri e Psicologi, nel senso che entrambi possono esercitare come psicoterapeuti.
L'unica differenza è che il Medico Specialista in Psichiatra basta che si registri volontariamente anche come psicoterapeuta, mentre lo Psicologo può esercitare come psicoterapeuta soltanto se ha conseguito, oltre alla laurea, anche la specifica spcializzazione quadriennale.
Quindi : tutti i Medici Speciasti in Psichiatria possono esercitare come psicoterapeuti (sol che lo vogliano) mentre tra gli Psicologi posso esercitare come psicoterapeuti soltanto coloro che abbiano conseguito anche la successiva spcializzazione quadriennale.
L'unica vera differenza tra psichiatra e psicologo psicoterapeuti è che il primo può prescrivere farmaci all'occorrenza, mentre il secondo non può assolutamente farlo (e non mi pare che sia un "buon affare" rivolgersi allo psicologo , a meno che non sia lo psichiatra a consigliarlo, poichè si corre il grandissimo rischio di vederlo ostinarsi nella "cura dell'ascolto e della parola" anche laddove lo psicofarmaco fosse INSOSTUIBILE, come nelle psicosi gravi).

Nel caso particolare di Massimiliano, poi, e giacchè proviene da ben 15 anni di psicofarmaci prescritti da una moltitudine di Psichiatri ,a parte che non penso abbia incontrato tutti "prescrittori folli", ma soprattutto c'è che inevitabilmente lui, oggi, ha una serie più o meno ampia di ottundimenti portati dagli psicofarmaci (è la ragione per cui gli psicofarmaci non sono combinabili con la guida di autoveicoli), e quindo cosa farebbe?
Andrebbe dallo psicologo continuando a prendere psicofarmaci e quindi facendo conoscere allo psicologo un Massimiliano "psicofarmacizzato" e che rischia di essere parecchio diverso dal Massimiliano naturale? O gli psicofarmaci li dismette a testina sua? :pazzo:

Per carità ognuno ha le sue opinioni (libero di tenersele) ma forse (secondo me di sicuro e senza forse) quando si cerca di dare un consiglio ...non sarebbe male considerare che l'altro non è la proiezione di noi stessi, e che le sue esigenze potrebbero essere sideralmente lontane dalle nostre, e almeno cercare di immaginare i suoi panni e provare a vestirli, piuttosto che cercare di infilargli contro ogni logica i nostri abiti.
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Re: Più di trenta tipi di psicofarmaci e nessun risultato!

#6 Messaggio da RyanTheNorthman »

ClaudiaK ha scritto: 12/09/2026, 22:53 Scusa Ryan, ma in tema di psicoterapia non esiste alcuna contrapposizione tra Psichiatri e Psicologi, nel senso che entrambi possono esercitare come psicoterapeuti.
L'unica differenza è che il Medico Specialista in Psichiatra basta che si registri volontariamente anche come psicoterapeuta, mentre lo Psicologo può esercitare come psicoterapeuta soltanto se ha conseguito, oltre alla laurea, anche la specifica spcializzazione quadriennale.
Quindi : tutti i Medici Speciasti in Psichiatria possono esercitare come psicoterapeuti (sol che lo vogliano) mentre tra gli Psicologi posso esercitare come psicoterapeuti soltanto coloro che abbiano conseguito anche la successiva spcializzazione quadriennale.
L'unica vera differenza tra psichiatra e psicologo psicoterapeuti è che il primo può prescrivere farmaci all'occorrenza, mentre il secondo non può assolutamente farlo.
Sì, questo lo sapevo. Ma, appunto, ci sono coloro che svolgono solo ed esclusivamente la professione di psichiatri, con i quali personalmente preferisco non fare percorsi regolari e prolungati nel tempo.
ClaudiaK ha scritto: 12/09/2026, 22:53Nel caso particolare di Massimiliano, poi, e giacchè proviene da ben 15 anni di psicofarmaci prescritti da una moltitudine di Psichiatri ,a parte che non penso abbia incontrato tutti "prescrittori folli", ma soprattutto c'è che inevitabilmente lui, oggi, ha una serie più o meno ampia di ottundimenti portati dagli psicofarmaci (è la ragione per cui gli psicofarmaci non sono combinabili con la guida di autoveicoli), e quindo cosa farebbe?
Andrebbe dallo psicologo continuando a prendere psicofarmaci e quindi facendo conoscere allo psicologo un Massimiliano "psicofarmacizzato" e che rischia di essere parecchio diverso dal Massimiliano naturale? O gli psicofarmaci li dismette a testina sua? :pazzo:

Per carità ognuno ha le sue opinioni (libero di tenersele) ma forse (secondo me di sicuro e senza forse) quando si cerca di dare un consiglio ...non sarebbe male considerare che l'altro non è la proiezione di noi stessi, e che le sue esigenze potrebbero essere sideralmente lontane dalle nostre, e almeno cercare di immaginare i suoi panni e provare a vestirli, piuttosto che cercare di infilargli contro ogni logica i nostri abiti.
Quando dò dei consigli, non lo faccio mai considerando l'altro una proiezione di me stesso. Riguardo a questo caso specifico, non ho mai consigliato a Massimiliano (mi scuso per aver scritto per errore Romoletto nel post precedente) di sospendere i farmaci; e inoltre, non vedo che male ci sarebbe a consultare uno psicoterapeuta mentre si sta seguendo una terapia farmacologica (anzi, credo che nella maggior parte dei casi sia normale che le due cose avvengano in contemporanea, per come ho avuto modo di vedere e come ho sentito tra l'altro dire da molti psicologi).
Pongo sinceramente questa domanda a chiunque legga: in quale parte del mio messaggio avrei cercato di infilare i miei abiti all'utente del thread (magari ho usato una frase che ha fatto intendere ciò in modo non intenzionale?).
Comunque, per l'ennesima volta (ormai ho perso il conto), è stato frainteso ciò che ho espresso.
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#7 Messaggio da Navigator63 »

RyanTheNorthman ha scritto: 12/09/2026, 23:10Pongo sinceramente questa domanda a chiunque legga: in quale parte del mio messaggio avrei cercato di infilare i miei abiti all'utente del thread
IMHO non l'hai fatto.
- Hai scritto una frase dove esprimi la tua posizione personale, PER TE STESSO. Hai scritto "io personalmente, ho chiuso" in prima persona, per cui non c'è alcuna proiezione su altri.
- Poi hai scritto una seconda frase suggerendo all'OP di "provare a fare un percorso psicologico", senza contrapporlo in alcun modo ad una terapia farmacologica. E come hai giustamente sottolineato nel tuo post seguente, è comune - e spesso consigliato - unire la psicoterapia ai farmaci. Quindi non c'era proprio niente di anomalo o "deviato" nelle tue parole.

Curiosamente, a volte è proprio chi abitualmente proietta cose sugli altri, che tende a vedere proiezioni anche dove non ci sono, infilando sue interpretazioni soggettive che non trovano riscontro nelle parole dell'altro. Probabilmente perché è il suo modus operandi abituale, e quindi tende a vederlo ovunque. :mmm2:
E' la nota situazione in cui "il bue dà del cornuto all'asino". ;)
Pare che sia successo anche in questo caso.
Comunque, per l'ennesima volta (ormai ho perso il conto), è stato frainteso ciò che ho espresso.
Consolati.
E' più raro quando ci si capisce, che il contrario! :D
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Re: Più di trenta tipi di psicofarmaci e nessun risultato!

#8 Messaggio da Romoletto »

In passato ho conosciuto delle persone che trovavano poco giovamento dalle terapie farmacologiche, a volte si sentivano anche peggio.
Forse nel tuo caso come per molti altri deve ancora uscire una combinazione terapeutica congeniale.
In questi casi spesso si punta molto con la Psicoterapia.
Anche in quel caso è molto.importante trovare il terapeuta adatto.
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Re: Più di trenta tipi di psicofarmaci e nessun risultato!

#9 Messaggio da Massimiliano89 »

Grazie a tutti per le risposte.
Mi hanno fatto diverse diagnosi: DOC, ADHD, DISTURBO BIPOLARE, SINDROME DI TOURETTE.
Ogni specialista mi ha dato la sua visione. Chi ci avrà azzeccato? Non lo saprò mai.
La psicoterapia (l'ho provata per anni) non ha funzionato.
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Re: Più di trenta tipi di psicofarmaci e nessun risultato!

#10 Messaggio da Massimiliano89 »

Navigator63 ha scritto: 07/09/2026, 7:16
Massimiliano89 ha scritto: 04/09/2026, 17:09Sono in cura psichiatrica da quindici anni. Avrò interpellato una decina di specialisti, che negli anni hanno tentato innumerevoli combinazioni di farmaci, ma con nessun risultato.
Ciao Max, ti dico la mia (che non ho qualifiche professionali ma di problemi psicologici ne mastico da 45 anni).

IMHO i farmaci possono risolvere problematiche lievi o momentanee; e possono fungere da "sostegno" nei casi più gravi (p.es. arginare i pensieri suicidari, o aiutare ad uscire dal letto e fare qualcosa).
Ma nei casi gravi, appunto (ed il tuo chiaramente non è una cosa lieve), NON possono risolvere il problema. Perché se ci sono gravi danni alla psiche, e magari anche alterazioni di certi schemi neurali, il farmaco ci "mette una pezza" (che a volte è preziosa) ma ovviamente non ti ripristina una psiche sana ed equilibrata.
Perché è solo una molecola, mica una pozione magica. :dunno:

O, per dirla in parole più poetiche, se la tua è una "malattia dell'anima" (cioè un profondo dolore e strazio a livello esistenziale e di identità fragile o lacerata)... nessuna molecola potrà mai riparare quel tipo di danno. Più che "metterci una pezza" non potrà fare.
So che alcuni - e gli psichiatri in particolare - hanno una visione diversa e vogliono credere che il "giusto farmaco" avrà risultati significativi... ma secondo me si illudono.
Un po' come una madre che spera che, se recita la "preghiera giusta", il figlio guarirà da un tumore. E' wishful thinking.

Per cui il tuo "nessun risultato" non mi stupisce. Da quel che ho capito di te, il tuo caso non è certo fra quelli che possono essere risolti in modo farmacologico.
Semmai, un farmaco adatto può aiutarti a "non perdere la strada" mentre segui un percorso di psicoterapia profonda, che necessariamente sarebbe lungo e arduo. Ma a quanto ho capito questa via non ti interessa.
Non riesco a leggere un libro, a vedere un film, a distrarmi. Cerco sempre un motivo per essere ossessionato da qualcosa che di negativo potrebbe accadere.
Sto proprio trovando sintomatologie come la tua in un libro che sto leggendo. Se hai davvero voglia di capire meglio cosa ti attanaglia, te lo consiglio (ovviamente una lettura non ti guarirà, ma potrebbe aiutarti a trovare delle spiegazioni e magari dei metodi).
Si chiama "The body keeps the score" (italiano: "Il corpo accusa il colpo"), del dr. Van der Kolk.

Di solito, questi casi sono originati da traumi emotivi, che bloccano il sistema nervoso in uno stato di allarme costante (e di conseguente malessere).
Per cui si ha la tendenza a vedere pericoli ovunque, o a prepararsi al peggio, Oppure si ricercano impulsivamente attività che distraggano dal continuo malessere, o si cade in comportamenti ossessivi. Tutto questo proprio perché il sistema nervoso funziona in modo alterato.
Ed una molecola non può "ripristinare" il sistema nervoso alle sue condizioni originarie; sarebbe come chidere all'olio lubrificante di riparare una biella spezzata.
C'è un'altra cosa che mi fa sentire in colpa: spesso non riesco a seguire le discussioni sul forum. Vorrei aiutare anche gli altri, ma arrivato a leggere la terza riga del topic perdo la concentrazione.
Anche questo è spiegabile con quanto detto sopra. A causa del costante stato di allarme, il 90% dell'attività cerebrale è deviato in questo senso, il che lascia ben poche capacità di attenzione e concentrazione disponibili.
E' come volersi concentrare mentre ti suona la sirena di un allarme incendio nell'orecchio... :dunno:
Se il libro che hai citato è scritto in modo semplice, potrei acquistarlo
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