Royalsapphire ha scritto:non si cambia di certo in un batter d'occhio
Ovvio, non si cambia da un momento all'altro, e se lo si fa, non si può confidare che il cambiamento sia definitivo, quanto piuttosto temporaneo.
E' per questo che la condivisione di se stessi, il dialogo (e anche il lavoro, devo dire), aiutano moltissimo a cambiare. Cambiare prima di tutto opinione di noi stessi.
E non importa se chi ti incoraggia è vicino, o lontano da te. Importa che quella voce ci sia! Si lì, a rischiarare le nostre girnate e a dare un senso alla nostra vita, oltre che alla nostra forza !!!
Infatti i miei cambiamenti sono sempre temporanei. All'improvviso mi sforzo di essere un'altra persona, indosso un nuovo "abito" mi metto un sorriso sul volto e via... Vado avanti per un po e poi... Non so come descrivere la sensazione che provo, ma alla fine ricado sempre e ricomincia tutto da capo. So cosa mi demoralizza, o almeno alcune delle cose che mi demoralizzano. Per esempio, l'atteggiamento delle persone che mi circondano, con cui parlo, che vedo. Persone superficiali, egoiste, pretensiose, orgogliose, irragionevoli e chi più ne ha più ne metta (ma alla fine, forse anche io appaio così). Mogli che odiano i mariti assenti, che odiano le mogli, che si sfogano su i figli, che odiano i genitori (naturalmente ci sono molte varianti). Persone che vivono non sorridendo mai, non piangendo mai, non offendo mai e così forse sopravvivono, ma... non amano mai. Persone che mordono, perché sono frustrate e piene di rabbia. Persone che vivono come se la vita fosse una gara e gareggiano in tutto, persino nel dolore.
Io soffro, no tu non soffri perché io soffro più di te.
Alla fine, ti guardi intorno e vedi di essere l'ultimo, o uno degli ultimi in ogni cosa e ti rendi conto che non vali niente, neppure il tuo dolore e la tua sofferenza hanno un qualche tipo di valore, perché c'è sempre qualcuno che sta più male di te pronto a sminuirti.
All'ora che fare? All'ora si finge, o si diventa egoisti, o apatici, o ci si uccide piano piano, nessuno vive se non in se stesso.
Viviamo e beviamo il calice amaro della vita, innalzandolo al cielo ognuno consapevole della propria solitudine. Proseguiamo il nostro cammino diventando una di quelle persone, che alla fine ci hanno costretto a diventare un qualcosa che è molto diverso da quello che volevamo essere, costringendoci, anche se forse involontariamente, ma inevitabilmente, a compromettere un'altra vita per far continuare un ciclo che non si può interrompere, o non si vuole interrompere, o non si deve interrompere.
Ma io non voglio essere così e forse anche per questo mi odio. Inoltre non ho la più pallida idea di come riuscire, a prevalere e così ad avere una vita mia senza dover rinunciare a quelle cose di me che forse amo, ma che alla fine mi rendono un facile bersaglio, per le persone che sono riuscite a sbarazzarsene. Si, certo c'è sempre qualcuno in gamba che riesce a essere come voleva essere, a fare la vita che voleva fare, ecc... Ma io non sono in gamba, anzi sono un ragazzo distratto, impacciato, insicuro, caotico e mi sono perso da tanto tempo ormai.