Dopo un mese (quasi cinque settimane) la sofferenza è meno intensa. Non piango più TUTTI i giorni, ma solo a volte, quando inciampo in qualche ricordo particolarmente struggente. Quindi il dolore si sfuma, si attutisce.
Però quello che non passerà è il fatto che adesso nella mia vita c'è un vuoto tale che si sente l'eco. Non è solo il fatto che parlavamo quasi tutte le sere per un'ora e mezza da 12 anni. No, non solo. Il fatto è che qualunque cosa facessi o riuscissi ad ottenere, adesso mi rendo conto che il mio primo pensiero era "stasera glielo racconto". Senza questa prospettiva tutte le mie occupazioni, tutte le molte cose in cui ero impegnato mi sembrano inutili. Non c'è senso a fare un lavoro, creare qualcosa, ottenere un risultato, se non lo puoi condividere.
Ho i genitori e una sorella, per fortuna, ma non è la stessa cosa. I rapporti familiari te li ritrovi senza alcun merito, non è come avere un rapporto che hai cercato, scelto, costruito.
Siccome questa amicizia si era cementata nel corso degli anni, la gradualità mi aveva impedito di apprezzare VERAMENTE come la mia vita fosse cambiata in meglio. Adesso che l'ho persa in 24 ore, mi appare in tutta evidenza il peggioramento drammatico.
Quindi con tutto questo non voglio semplicemente lamentarmi della mia disgrazia, ma anche incoraggiare tutti a cercare amicizie vere e profonde, perché ti possono cambiare la vita. Ci vuole pazienza e fortuna, ma ne vale la pena.