Ma...sempre in franchezza...non mi pare che tu "pensi agli altri e non a te stessa".VeraVita ha scritto: ho imparato bene (almeno, nella mia vita) che è bene pensare a sé e a cavarsela da soli invece di mettersi nelle mani degli altri che spesso (con il dovuto rispetto) non capiscono niente, guardano solo sé stessi o pensano a loro stessi..
O meglio : gli altri li pensi eccome, ma solo come possibile fonte di aiuto a te.
E allora...comprenderai facilmente che chi pensa a sè nel senso di muoversi ALMENO per provvedere a se stesso...nella media delle persone eticamente sane resta pur sempre preferibilissimo a chi pensa agli altri per cavarsela (magari anche di lusso) senza muovere un tubo. E magari con la motivazione "no, perchè lavorare non mi piace" !!!
Prova a immaginare quanti milioni di persone , ogni santo giorno, potranno essere "felici" , facendo gli operatori ecologici, di alzarsi alle 4 di mattina per mettersi sul predellino dei camion della raccolta e venire a caricare e scaricare la monnezza degli altri!
Oppure, da muratori, a spellarsi la schiena e rischiare di morire per i colpi di calore, quando lavorano su un tetto in piena estate o anche alle manutenzioni delle nostre strade.
Oppure ai lavoratori dell'agricolturam che lavorano nelle stesse condizioni estreme, e che non sarebbero pagati abbastanza neanche se fossero pagati in regola, per la fatica disumana che fanno.
Uppure agli inservienti ngli ospedali, che a seconda del turno, passano comunque il loro orario di lavoro (anche notturno) a svuotare pappagalli e padelle e a cambiare infermi.
Ma possiamo anche "salire di grado": hai mai provato a pensare cosa prova un poliziotto o un carabiniere quando (ormai ogni giorno) deve intervenire alle prese con delinquenti della peggio specie?
O cosa prova oggi una dottoressa di guardia medica, nel sapere che in ogni momento della notte le si può parare davanti un pazzo totale e criminale? (e ormai sono sempre di più, anche questi) .
Vera...si può anche scegliere di guardare sempre e solo il proprio ombelico (in famiglia ho il fratello che ne è specialista!) , ma questo può fare solo malissimo a chi ci si fissa (e ne ho le prove, tante).
Se solo si imparassse ad alzare lo sguardo dal proprio ombelico, e si riuscisse a guardare il prossimo CON EMPATIA piuttosto che con INVIDIA RANCOROSA ...si riuscirebbe nel miracolo (che sento benedettamente vivere in molti, anche in questo Forum) di sentirsi parte della stessa Umanità di quel prossimo umano che almeno in parte è meraviglioso nei sentimenti, e che non ha meno problemi di noi, ma li sa affrontare o almeno ci prova e alla fine ci riesce!
E non ti puoi meravigliare che anche i migliori tra gli Umani finiscano per fuggire da te, quando ...senza perifrasi, Vera...sei una continua richiesta di aiuto ...perchè?... perchè ti piace la bella vita MA non hai voglia di lavorare????
Romoletto ha scritto:Se hai l'usufrutto della casa nessuno ti può cacciare via, puoi continuare a vivere nella tua casa fino alla tua morte.
Le tue sorelle possono vendere le loro quote della casa ma nessuno ti può cacciare via fino alla tua morte.
C'è da dire che comunque è anche improbabile che qualcuno compri le quote di una parte di casa che non potrà usufruire in tempi brevi.
Con l'usufrutto la casa è come se fosse tua, ci puoi vivere con chi vuoi fino alla tua morte addirittura la puoi affittare e subaffittare.
Se tua madre ti dovesse intestare l'intera proprietà di casa le tue sorelle potrebbero citarti e pretendere almeno la legittima che gli aspetterebbe.
Intendo dire che legalmente è po' tanto più complicata di come la descrivi tu.
Sarebbe anzitutto da ricordare che l'usufrutto (che è il diritto di trarre dall'immobile tutti i suoi potenziali frutti) è perfettamente QUANTIFICABILE in ogni momento, come si fa normalmente quando, ad esempio, si vuol vendere la sola nuda proprietà .
Questo calcolo è più che presente e azionabilissimo sia dai creditori (che potrebbero eccepirne dalla sola data la frode alle ragioni creditorie, impugnandolo in radice) e sia dai coeredi legittimari (in sede di collazione ereditaria) .
Facendo tutti gli scongiuri possibili, e facendoli di cuore : se la mamma di Vera venisse a mancare oggi, con Vera che ha solo 34 anni e quindi una prospettiva di vita lunghissima...il valore dell'usufrutto sarebbe enorme e probabilmente lederebbe la disponibile, ma se rogitato in presenza di debiti della proprietaria, sarebbe impugnaabilissimo anche da questi, trattandosi di atto che PALESEMENTE lede le loro ragioni creditorie (per cui potrebbe essere annullato per via giudiziale, senza neanche troppi problemi).
Nè si può pensare che soprattutto le coeredi potranno soggiacere all'idea di sobbarcarsi in silenzio (ma come per legge) tutte le spese di straordinaria manutenzione dell'immobile (comprese quelle di natura condominiale) PER DECENNI, e senza prendere un ciufolo da questa nuda proprietà!