Ma che vita è vivere per lavorare?

Quante volte ci lasciamo attraversare istintivamente da vergogna e senso di colpa?
In quanti siamo stati abbandonati? In quanti ci ritroviamo oggi completamente soli? In quanti possiamo dire di avere tanti amici quando sorridiamo, ma nessuno accanto quando piangiamo? ...Forse abbiamo qualcosa in comune.
Abbattiamo la solitudine instaurando dei legami forti tra noi, sfogandoci, ascoltandoci e costruendo qualcosa di importante tra noi. Cerchiamo di trarre dalla nostra unione la forza necessaria per rimettere in piedi la nostra vita.
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Insert Coin
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Ma che vita è vivere per lavorare?

#11 Messaggio da Insert Coin »

Bonifacio ha scritto:per meri motivi di completezza vorrei farvi notare che c'è anche chi invece di lavorare non ne ha beatamente bisogno, stesso qui sul forum ci sono / sono stati un paio di utenti che tramite l'invio di post o l'apertura di topic lo hanno fatto capire chi esplicitamente e chi implicitamente.
Io penso che il bisogno di lavorare ce l'hanno tutti, anche quelli che potrebbero farne a meno..
Il lavoro è dignità a prescindere da ciò uno guadagna, poi , come giustamente è stato detto,, se si ha l'opportuntà lo si può cambiare scegliendone uno più adatto alle proprie abilità.
Non tutti hanno la fortuna di fare ciò che piace, spesso si è costretti a farselo piacere ma sempre meglio che vivere da parassita.
Quel poco che possiedo me lo sono guadagnato e almeno in questo posso sentirmi orgoglioso.
kathellyna
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Ma che vita è vivere per lavorare?

#12 Messaggio da kathellyna »

io il bisogno che hanno in molti di sentire di "meritare" ciò che hanno e di dimostrare agli altri [o a se stessi] di valere qualcosa attraverso il lavoro, di essere "adulti" e indipendenti e cаzzi e mazzi non ce l'ho mai avuto. se mi trovassi ad avere parecchi soldi forse continuerei a vivere in modo modesto per non sprecarne troppi, ma le varie pippo srl e il mondo del lavoro in generale non mi rivedrebbero mai più.
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#13 Messaggio da Insert Coin »

kathellyna ha scritto:io il bisogno che hanno in molti di sentire di "meritare" ciò che hanno e di dimostrare agli altri [o a se stessi] di valere qualcosa attraverso il lavoro, di essere "adulti" e indipendenti e cаzzi e mazzi non ce l'ho mai avuto. se mi trovassi ad avere parecchi soldi forse continuerei a vivere in modo modesto per non sprecarne troppi, ma le varie pippo srl e il mondo del lavoro in generale non mi rivedrebbero mai più.
Mah! Cosa vuoi che ti dica.
Se la vedi così..
Sono scarico oggi e questo argomento richiede energia.
VeraVita
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#14 Messaggio da VeraVita »

kathellyna ha scritto:io il bisogno che hanno in molti di sentire di "meritare" ciò che hanno e di dimostrare agli altri [o a se stessi] di valere qualcosa attraverso il lavoro, di essere "adulti" e indipendenti e cаzzi e mazzi non ce l'ho mai avuto. se mi trovassi ad avere parecchi soldi forse continuerei a vivere in modo modesto per non sprecarne troppi, ma le varie pippo srl e il mondo del lavoro in generale non mi rivedrebbero mai più.
Hahha scusami ma mi hai fatta ridere nella tragedia!
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Annamia8
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#15 Messaggio da Annamia8 »

VeraVita ha scritto:Ultimamente, pensavo a che senso abbia lavorare per guadagnare pochi euro. E, poi, neanche riuscire a comprarsi una casa o rientrare nel budget della dignità. Oppure, diventare cinici, disonesti e disillusi. Eppure, non tutti hanno questo destino e noto che è la gente che si è creata altre alternative al lavoro. Come fare gli attori, la politica, la medicina e cose del genere.
Non so, cosa ne pensate di questo argomento?

Grazie a chi mi risponderà e anche a chi si limiterà a leggere ^^
Argomento molto ..interessante !
Penso che cosi ' bloccano l 'individuo nella sua evoluzione spirituale ed individuale , tenendo l'individuo 8 ore al giorno dove deve fare e non pensare e quando arriva a casa e' troppo stanco per dedicarsi a se stesso e' un ingegno per tenere in scacco l 'anima dell'uomo che non puo veramente fare quello che davvero lo fa stare bene in cambio di uno stipendio per tirare a campare , uno le vede le cose come stanno , ma poi pensi .. c'e' un 'alternativa ?
io non vedo altre alternative serie per vivere dignitosamente , o lavoro o non c e altro
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DxShine
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Re: Ma che vita è vivere per lavorare?

#16 Messaggio da DxShine »

VeraVita ha scritto:Ultimamente, pensavo a che senso abbia lavorare per guadagnare pochi euro. E, poi, neanche riuscire a comprarsi una casa o rientrare nel budget della dignità...
Non ne vale la pena.
Io sogno di fare una vita spirituale, stile monaco, ma da laica, senza dover stare alle regole di nessuno. Dedicarmi completamente a ciò che sono davvero.
In fondo anche il mio é lavoro, per il bene del mondo. Vero e proprio lavoro, serio.

Perché alla fine monaci e suore sono come delle colonne portanti spirituali, senza di loro probabilmente il mondo sarebbe nel caos assoluto tra violenze e guerre. Ci sono cmq, ma almeno gli effetti sono arginati dal loro lavoro e preghiere.

Nessuno può accusarmi di vivere sulle spalle altrui perché ho un motivo, uno scopo per vivere! Solo quelli che non lo hanno sono sprecati nella società, i cosiddetti parassiti che se la satollano e spassano senza rendersi utili in essa o nel mondo!

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Sentinella
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Re: Ma che vita è vivere per lavorare?

#17 Messaggio da Sentinella »

DxShine ha scritto: Perché alla fine monaci e suore sono come delle colonne portanti spirituali, senza di loro probabilmente il mondo sarebbe nel caos assoluto tra violenze e guerre.
Mah, dal mio punto di vista, pure le illusioni religiose possono essere dannose. Tralasciando (!) tutte le guerre di religione, è l'illusione in sé a non avere consistenza. Preghiamo pure le divinità etrusche, egiziane, greche, romane e Babbo Natale, ma possiamo pure pregare una Teiera e non fa alcuna differenza, sostanzialmente. E neppure l'illuminazione di Buddha o il sacrificio di Cristo ci hanno liberato: in fondo avevano solo bisogno di credere in loro stessi, per sopportare le loro di vite (il secondo, nel farlo, ha esagerato ed è andato a cacciarsi nei guai).
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DxShine
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#18 Messaggio da DxShine »

Credete quello che volete, ma a riprova di ciò c'é questo famoso esperimento sociale... Non credo che le preghiere non facciano nulla in sé. Soprattutto se provate ad andare in luoghi di preghiera piuttosto che in discoteca... Non dovete per forza andarci a pregare, dovete solo "sentire" l'ambiente, se vi dà pace o meno. Lì c'é una palese differenza coi luoghi secolari di massa... Inoltre basta guardare anche i dintorni, spesso intorno c'é natura, pace e silenzio, luoghi isolati e rigogliosi.

Se poi non vi piacciono chiese e dintorni, è un vostro giudizio e ci può benissimo stare, perché sono istituzioni umane ed in quanto tali opinabili. Idem anche per istituzioni di altre religioni. Ma non per questo devono smettere di esistere, in qualche maniera aiutano l'uomo nelle risposte fondamentali alla vita...

L'unica domanda che dovrebbero farsi tutti a prescindere è: Che senso ha la vita? Per cosa vale la pena vivere?
Non di certo i soldi, perché la vita del criceto della ruota è palesemente inutile, fine a sé stessa... e soprattutto non te li porti nella tomba o nell'aldilà (per chi ci crede ovviamente)!
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#19 Messaggio da Sentinella »

Io non credo in niente. E questo è il punto. Chi crede in qualcosa di extra-ordinario dovrebbe dimostrarne l'esistenza, attraverso delle prove inconfutabili. In quanto al senso della vita, o ai sensi della vita, è il solito discorso: un conto è rivestire la vita di senso (quello che uno/a preferisce, o di cui ha bisogno), un altro conto è comprendere che la vita in sé (intrinsecamente) non ha alcun senso (è vuota di senso).
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La mia storia è un capitolo chiuso per molti... e se mi apro con qualcuno vuol dire che per me è molto importante."
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Re: Ma che vita è vivere per lavorare?

#20 Messaggio da RyanTheNorthman »

DxShine ha scritto:Nessuno può accusarmi di vivere sulle spalle altrui perché ho un motivo, uno scopo per vivere! Solo quelli che non lo hanno sono sprecati nella società, i cosiddetti parassiti che se la satollano e spassano senza rendersi utili in essa o nel mondo!
Coloro che non hanno un motivo/scopo per vivere, almeno secondo me, o non l'hanno ancora trovato o sono persone che soffrono immensamente, perciò credo che non sarebbe giusto definirli parassiti, perché in fondo che colpa hanno? Quella di essere nati? Quella di aver vissuto un'esistenza che non sentono propria? Una vita che non dà loro alcun piacere o allegria?
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