Avendo mosso io questa eccezione, sono in grado e credo sia anche mio dovere dirti io dove l'ho letta.RyanTheNorthman ha scritto: 12/09/2026, 23:10 Pongo sinceramente questa domanda a chiunque legga: in quale parte del mio messaggio avrei cercato di infilare i miei abiti all'utente del thread (magari ho usato una frase che ha fatto intendere ciò in modo non intenzionale?).
L'ho letta nella tua frase che ho quotato in apertura del mio post numero 5, nel quale dici "io personalmente, ho chiuso con i farmaci e non mi faccio seguire regolarmente da psichiatri.................e credo che Romoletto debba provare a fare un percorso psicologico".
Non ho mai pensato che questo possa (da parte tua) a qualunue forma di "malafede" , e sono persuasa che tu lo abbia detto per condividere esperienze in totale benevolenza.
Resta purtroppo il FATTO che suoni quanto meno ingenuo consigliare uno psicologo (foss'anche abilitato come psicoterapeuta) a chi, pur essendo giovanissimo come Massimiliano, è già da 15 anni in terapia farmacologica.
Mi sembra lapalissiano che una sua ricognizione "personologica" generale non possa assolutamente prescindere - nel suo caso - dal controllo psichiatrico, stante l'annoso e perdurante consumo di psicofarmaci .
Ne deriva PER LOGICA che la scelta più consigliabile a Massimiliano sia quella di rivolgersi ad uno psichiatra e psicoterapeuta, che è l'unico ad avere il polso completo delle possibilità diagnostiche, ma che sopratutto ha l'intero strumentario terapeutico e non solo "un pezzo di esso", come lo psicologo che non ha titolo per mettere bocca sui farmaci.
Evidente che affermare quel che affermo non sia un applicativo di "filosofie personali", e sia invece semplice applcativo di logica basica: quella per la quale la soluzione di qualunque problema può derivare soltanto dalla considerazione dei DATI di QUEL problema.
Aldilà del problema di Massimiliano, poi, è sicurissimo (e sono anche fiera di dirlo) che trovo semplicemente assurdo che si incoraggi chi soffre a rivolgersi allo psicologo, senza essere prima passato dal Medico (fosse anche quello di base) . Neanche questa è una mia opinione personale, bensì è un opportuno dictat DEONTOLOGICO nell'esercizio delle professioni sanitarie : LE DIAGNOSI LE FA IL MEDICO E NESSUN ALTRO! E SARA' LUI E SOLO LUI A POTER INDIRIZZARE AD ALTRI SPECIALISTI O FIGURE PROFESSIONALI DELL'AMBITO SANITARIO (compreso lo psicologo, se del caso).
Invertire questo doveroso percorso, e incoraggiare il paziente a farsi auto-diagnosi e a diffidare della Medicina ufficiale, comporta rischi enormi in qualunque branca, come quello di chi con un tumore osseo perseverasse nella fisioterapia, o con un tumore gastrico andasse di tisane e integratori anti-stress da banco.
A voler essere iper-possibilista, vedo un solo tipo di casistica che potrebbe non sbagliare nel rivolgersi direttamente allo psicologo : quello delle persone che stavano in perfetto equilibrio fino al sopraggiungere di un evento traumatico dirompente e nitido, come può essere la perdita di famiglia e casa dopo un terremoto, o l'aver subito una violenza sessuale, o l'aver visto crollare senza alcun preavviso un rapporto coniugale in cui si era creduto per una vita. Lì è sufficientemente chiaro che una vita serena ed equilibrata è stata momentaneamente danneggiata da eventi oggettivamente destabilizzanti e gravissimi e certi.
Comunque Massimiliano ha onestamente precisato che la psicoterapia non ha sortito alcun effetto su di lui.